Vi siete mai chiesti a che ora una squadra diventa davvero operativa in magazzino? Quando inizia il turno, quando arrivano le prime merci oppure quando ogni persona sa esattamente cosa fare?
Chi conosce questo mondo sa che l'inizio delle attività è soltanto l'ultimo passaggio di un lavoro cominciato molto prima, del quale è difficile persino quantificare le ore dedicate alla preparazione e all'organizzazione.
Ci sono turni da pianificare, risorse da distribuire, flussi da prevedere e priorità da condividere. E non sempre tutto procede secondo i programmi. Una variazione nei volumi, un ritardo nelle consegne o una richiesta arrivata all'ultimo momento possono cambiare l'andamento della giornata, coinvolgendo persone e reparti diversi.
In magazzino, il lavoro di una squadra si intreccia con quello delle altre. Ogni attività dipende, almeno in parte, da ciò che è stato fatto prima e influenza quello che verrà dopo. Un'informazione condivisa al momento giusto può evitare un rallentamento, mentre una comunicazione incompleta può complicare anche un'operazione di routine.
Unire i puntini significa riconoscere questi collegamenti, capire come circolano le informazioni e osservare il lavoro non soltanto attraverso le singole attività, ma considerando il funzionamento dell'intero processo.
È una prospettiva che invita a riflettere anche su come stanno cambiando l'organizzazione e la gestione delle attività logistiche.
Il prossimo 12 novembre si terrà il convegno dell'Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” del Politecnico di Milano, dal titolo “Trasformare la Logistica, governare il cambiamento”. Un appuntamento di riferimento per il settore, al quale guardiamo con interesse per il valore della ricerca e del confronto tra esperienze diverse.
Outsourcing: molto dipende da come si lavora insieme
Quando un'azienda affida all'esterno una parte delle proprie attività logistiche, entrano in relazione due organizzazioni che devono conoscere le rispettive esigenze.
Il committente ha obiettivi commerciali, esigenze produttive e scadenze da rispettare. L'operatore logistico deve tradurre quelle necessità in attività organizzate, mettendo a disposizione risorse, competenze e capacità di gestione.
Definire ruoli e responsabilità è fondamentale, ma il lavoro quotidiano presenta situazioni che non sempre possono essere previste.
Pensiamo a un cliente che comunica un incremento degli ordini quando la pianificazione è già stata completata. Occorre capire se le risorse disponibili siano sufficienti, quali lavorazioni possano essere riorganizzate e come intervenire senza compromettere le altre attività.
Non esiste sempre una risposta immediata. Molto dipende dal tempo a disposizione, dai volumi da gestire e dalla rapidità con cui le informazioni raggiungono le persone interessate.
In circostanze come queste, conoscere le reciproche necessità e mantenere un dialogo costante aiuta a valutare le alternative e a prendere decisioni più consapevoli.
L'outsourcing, quindi, non riguarda soltanto l'affidamento di un servizio a un soggetto esterno. Richiede un lavoro quotidiano di coordinamento, nel quale la qualità della collaborazione può incidere concretamente sulla gestione delle attività.
Quando il magazzino lavora per silos
Nel linguaggio aziendale si parla spesso di silos organizzativi. È un'espressione che descrive situazioni nelle quali reparti e funzioni, pur partecipando allo stesso processo, finiscono per concentrarsi sulle proprie attività, perdendo di vista ciò che accade nel resto dell'organizzazione.
Anche in magazzino può succedere.
Immaginiamo che il reparto ricevimento completi le lavorazioni nei tempi previsti, mentre quello dedicato alla preparazione degli ordini incontri difficoltà nel rispettare le scadenze.
Ogni squadra potrebbe aver svolto correttamente il proprio lavoro. Eppure, osservando il risultato complessivo, emerge un rallentamento.
Da dove nasce il problema? Le priorità erano state condivise? Le merci necessarie erano disponibili nel momento giusto? La sequenza delle lavorazioni era coerente con le esigenze delle attività successive?
Prima di pensare a un aumento delle risorse o a una maggiore velocità di esecuzione, può essere utile cercare le risposte a queste domande.
A volte occorre rivedere una procedura, modificare una sequenza operativa o migliorare il passaggio delle informazioni tra responsabili. In altri casi servono interventi più strutturati, che richiedono di osservare l'intero processo e non soltanto il reparto nel quale si manifesta la difficoltà.
È importante anche ascoltare chi svolge quotidianamente le attività. Alcuni problemi, infatti, emergono con chiarezza durante il lavoro, mentre possono essere meno evidenti attraverso i soli indicatori di performance.
Superare i silos non significa rinunciare alla specializzazione dei reparti, ma migliorare il coordinamento tra le diverse fasi del processo.
Anche la produttività va letta in questa prospettiva. Il numero di operazioni svolte è importante, ma deve essere considerato insieme alla precisione delle lavorazioni, alla sicurezza e alla capacità di rispettare gli impegni con il cliente.
Un reparto più veloce non rende necessariamente più efficiente l'intero magazzino, soprattutto se le attività successive non riescono a sostenere lo stesso ritmo.
Intelligenza artificiale: tra possibilità e applicazione
L'intelligenza artificiale sta aprendo nuove possibilità nella gestione delle attività logistiche, in particolare nell'analisi dei dati, nella previsione dei volumi e nel supporto alla pianificazione.
Disporre di strumenti capaci di elaborare grandi quantità di informazioni e individuare tendenze può aiutare le aziende a conoscere meglio l'andamento dei flussi e a prepararsi alle variazioni dei carichi di lavoro.
Ma tra le potenzialità di una tecnologia e il suo utilizzo nelle attività quotidiane esiste un percorso che non riguarda soltanto gli strumenti informatici.
Un sistema può produrre analisi dettagliate, ma se i dati di partenza sono incompleti, poco affidabili o distribuiti tra sistemi che non comunicano, le indicazioni ottenute rischiano di essere poco utili.
Lo stesso vale quando le informazioni sono disponibili, ma non raggiungono le persone che devono utilizzarle per prendere decisioni.
Per questo, prima di introdurre nuove soluzioni, è importante comprendere quali problemi si vogliono affrontare.
Si desidera migliorare la previsione dei carichi di lavoro? Organizzare con maggiore precisione le risorse? Individuare in anticipo possibili criticità nei flussi?
Obiettivi diversi richiedono dati, strumenti e modalità di lavoro differenti.
C'è poi il tema delle competenze. L'introduzione di una nuova tecnologia comporta spesso cambiamenti nelle procedure e nelle abitudini. Coinvolgere chi conosce le attività operative può aiutare a individuare le applicazioni più utili e a verificare se i benefici attesi si manifestano davvero.
L'intelligenza artificiale può diventare un supporto importante per le operations, ma non elimina la necessità di organizzare i processi, mantenere aggiornate le informazioni e valutare le decisioni alla luce delle condizioni reali del magazzino.
L'innovazione acquista valore quando riesce a inserirsi nel lavoro quotidiano e a migliorarlo.
Il 12 novembre e uno sguardo alle operations
Il convegno dell'Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” rappresenta un appuntamento importante per il settore, in un periodo nel quale le imprese si confrontano con esigenze operative e organizzative in continua evoluzione.
ALBA è sponsor della Ricerca 2026 dell'Osservatorio, una partecipazione che esprime il nostro interesse per la logistica e per le occasioni di studio e confronto tra realtà con esperienze e competenze diverse.
Nel lavoro di magazzino, ogni giornata mette alla prova ciò che è stato pianificato. Ci sono procedure da seguire, imprevisti da gestire e decisioni che richiedono il contributo di persone con responsabilità differenti.
Le tecnologie possono offrire nuovi strumenti, così come l'outsourcing può mettere a disposizione competenze e flessibilità. Resta però fondamentale capire come organizzare le attività, far circolare le informazioni e creare le condizioni perché le diverse parti del processo lavorino in modo coordinato.
È anche con questa curiosità che guardiamo al 12 novembre, riconoscendo nella ricerca e nel confronto tra esperienze diverse occasioni preziose per continuare a conoscere e approfondire l'evoluzione della logistica.